2006 || 2012

L’acquerello è una tecnica che mi ha permesso di esternare quanto più potevo in modo quasi immediato. Il disegno è sempre stato un gesto istintivo, nervoso, innato. Nonostante ciò ho preso strade totalmente avulse dall’arte. Così da autodidatta ho cominciato a studiare i colori, la composizione, i ritmi, le forme, i materiali. La carta “industriale” è stata, non totalmente, sostituita da quella artigianale; agli acquerelli ho affiancato le chine, per poi unire queste ultime con le “Ecoline”. La fisicità come riconoscimento, gratitudine all’esistenza, ma anche linguaggio diretto di emozioni. Nasce l’esigenza di raccontare la natura umana ed i suoi istinti. I soggetti, gli attori dei miei quadri sono proiezioni di me stesso e di quello che il mondo riversa su di me: angosce, repressioni di qualsivoglia genere, ipocrisie, violenza, bellezza… Il sesso è un istinto primario. Nascono allora scene di incontri e scontri fisici, contatti, confronti che si concretizzano all’interno di luoghi ben precisati: dark room dove riuscire ad essere finalmente se stessi e dare sfogo alla propria natura.